Caro diariallo,
in questi giorni ho potuto vedere molto di Sydney. Anzi: ho visto molte delle diverse Sydney che questa città così vasta offre.

Da un lato dovevo cercare un alloggio dove sistemarmi, e volevo capire quale fosse il quartiere più carino (ma anche abbordabile) dove vivere; dall’altro lato volevo visitare la città, fare mille selfie, godermi questa realtà distante sedicimila chilometri da ciò che ho conosciuto finora.

Infine, volevo fare più vita da spiaggia possibile. Stare al sole, col costume da bagno, a Febbraio: non vedevo l’ora!

Così ho organizzato la settimana in modo da fare più giri possibili di mattina, in perlustrazione, per andare poi a rilassarmi in spiaggia, nel pomeriggio.

In tal modo ho girato per il centro di Sydney, il CBD: trafficato, (relativamente) sporco, chiassoso, storico (per quanto storica possa essere una città che non avrà più di duecento anni). Nel CBD trovi per la maggior parte giovani studenti, turisti che guardano in alto e scattano foto, lavoratori stressati e indaffarati che guardano in basso, per mantenere il passo svelto, e quegli “avanzi sociali” che le metropoli di tutto il mondo rigettano ed emarginano: ubriaconi, barboni, accattoni e vecchiette pazze.

Poi ho visto Newtown, un quartiere molto giovane e di tendenza, ma anche abbastanza pericoloso. In Newtown puoi trovare gli stessi barboni che vedi nel CBD, solo che qui si fanno chiamare hipster e non chiedono l’elemosina. Non ho idea di dove guardino le persone che passeggiano per Newtown: ho ritenuto che fosse meglio non guardarle in volto.

Un’altra realtà è Bondi, la spiaggia più famosa di Sydney: giovane, costosa, modaiola, piena di italiani. Non si sa se la gente di Bondi guardi in basso o in alto, perché hanno tutti gli occhiali da sole. Mi sarebbe piaciuto abitare a Bondi, ma non c’è posto, visto che siamo in alta stagione. Dannati giovani che devono venire a Sydney proprio quando decido di venirci io!

IMG_1643Successivamente prendi il treno e torni a Chatswood, un altro microcosmo: nuova, pulita, futuristica, industriale ma anche residenziale. Gli abitanti di Chatswood guardano avanti, soddisfatti di vivere in un sobborgo così abbiente e rasserenante.

Nella mia ricerca di un posto dove vivere, mi è anche capitato di passare per quartieri totalmente residenziali: silenziosi, puliti, ideali per le famiglie. In quei casi, le persone che incroci per strada non solo ti guardano, ma ti salutano sorridendo.

Infine ci sono i sobborghi delle minoranze culturali: Eastwood è tutta cinese, Marrickville è tutta greca, Leichhardt è tutta italiana. In quei casi non fai tanto caso a dove guardano le persone, ma alla lingua in cui parlano.

Vorrei solo poter avere qui qualcuna delle mie amiche per chiacchierare e farci delle foto da pubblicare su internet.


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