Il pellicano e lo scrittore

Il pellicano e lo scrittore

Sai, c’è un pellicano che è diventato un po’ l’attrazione diurna del ristorante: tutti i giorni, tra le quattro e le cinque di pomeriggio, questo pellicano arriva dal lato est del fiume, resta lì per un’oretta, e poi riparte e vola via verso ovest.

Tutti i giorni arriva alla stessa ora e ci delizia con il suo spettacolo abituale: si piazza su uno di quei pali di legno piantati vicino alla sponda, che una volta servivano come attracco delle barche (forse…non ne sono sicura); si pulisce un po’ le ali, ci guarda, starnazza, fa un po’ di girotondo sul palo e poi, quando vede che ha attirato l’attenzione di passanti e clienti del bar, ecco che scatta e si tuffa per prendere un pesce.
Poi torna a galla, risale sul palo e ci guarda come fosse un cabarettista che dopo la battuta aspetta l’applauso del pubblico (stai fresco ad aspettare che ti applaudisca io: hai solo preso un pesce, il che è nella tua natura, visto che sei un pellicano. Inizia a ballare la samba con un tacco 12, poi ne riparliamo!). Continue reading “Il pellicano e lo scrittore”

Pendolarismo

Pendolarismo

Caro dromediario,
immagina di essere in treno.
Hai pregato, in tutte le lingue che conosci, diverse eterogenee divinità dell’Occidente e dell’Oriente, per fare in modo di sederti in uno di quei posticini singoli al piano superiore della carrozza: uno di quelli che ti permettono di non avere nessuno di fianco o davanti, potendo così allungare le gambe e maneggiare le centomila pesantissime cose che ti porti nello zaino, senza che qualche vicino di posto invadente possa irrompere nella tua preziosissima zona di comfort.

Sai di dover affrontare un’ora di viaggio in treno, dopo una lunga e faticosa giornata di lavoro, passata a sorridere a quelle stupide clienti e ai tuoi colleghi, e costretta in un’uniforme che non ti rappresenta e che non ti piace. Continue reading “Pendolarismo”